«Io sono una di quelle donne che hanno avuto la fortuna di arrivare alla maternità con una certa esperienza. Possedevo da tre anni uno Yorkshire Terrier. A dieci mesi i miei figli erano capaci di accucciarsi al piede. A un anno sapevano afferrare un frisbee a mezz'aria con i denti. A quindici mesi, dopo aver passato settimane a strofinargli il naso nei loro bisogni e a cacciarli fuori, erano addestrati a non sporcare per terra. » Non tutte le don-ne, ovviamente, hanno avuto la fortuna di Erma Bombeck. In genere, infatti, esse arrivano alla maternità «armate solo del numero telefonico di un negozio di pannolini, di una polaroid, dell'indirizzo privato di un pediatra e di un'innocenza vecchia di un quarto d'ora». La Bombeck ha pensato dunque di mettere la sua esperienza di madre e il suo travolgente senso dell'umorismo a disposizione di tutte coloro che esercitaho quella che «in ordine di tempo, è la
sviscerandone con arguzia le miserie e le nobiltà, i vizi e le virtù.
Prodiga di consigli vitali (risolve-rà una volta per tutte l'annoso problema del dare o non dare il suc-
esame anche situazioni atipiche, quale il caso particolare del signor
Franco Rutledge che, il 15 ottobre 1979, divenne la « prima madre dei sobborghi di Rochester con un paio di baffi non generati dagli estrogeni». Un turbine di ilarità che si rovescia sul mondo delle madri passate, presenti e future con sarcastici consigli e sperimentali ri-
cette, animandolo di buonumore e rifuggendo da ogni maternalismo.